Zurigo – Montreal in business class

Questo post è rimasto nel cassetto della mia Inbox per qualche settimana. Avevo deciso di cestinarlo, ma poi ho pensato che poteva anche starci, perché no ^____^

Sarà stato il caso, l’overbooking del volo, un esempio da manuale di “culo”, o un’estrazione fortunata alla lotteria dei pezzenti, il mio biglietto Swiss Airlines da Zurigo a Montreal per un press tour alla fine di ottobre è stato “promosso” dalla classe economica alla business.

Dice Renee Zellweger in Jerry Mcguire: “è proprio la vita, in prima classe, a essere migliore“.

Non arriverei a darle ragione, certo è facile essere portati a crederlo. Sedili enormi, spazio a non finire, l’inevitabile (e un po’ stantio, diciamocelo) “Smooth Operator” di Sade in sottofondo, varie hostess e steward che ogni due per tre ti portano vassoi di champagne (in calici di vetro) e dolcetti vari, cuffie ultra cool, coperta imbottita con finitura in cotone leggero e non il modello spigato siberiano urticante alla Fantozzi dell’economica. Il menu del pranzo, su tre pagine carta avoriata da 400 gr, scritto in quattro lingue, spazia dal salmone baltico al ragù d’anatra, passando per tagliatelle agli spinaci e un sacco di altri piatti dai nomi lunghissimi e dagli ingredienti così fighetti che manco so cosa sono… Annichilito e un po’ stordito da tanta grazia opto per il “Quick meal” a base di bresaola, verdurine freschissime, cadeau di formaggi francesi e pane… caldo. Non freddo di congelatore come siamo abituati, ma appena tirato fuori dal forno.

L’enorme sedile ha un pannello di controllo con una decina di regolazioni elettroniche diverse, per l’altezza del poggiapiedi, la regolazione lombare, la rigidità maggiore o minore del cuscino, la funzione massaggio, e posizioni predefinite per dormire, rilassarsi (posizione “lounge”, come dicono loro) e per il decollo/atterraggio. Il tavolino non è elettrico, ma poco ci manca. La luce regolabile a fianco, le prese di corrente, le porte USB. Manca solo la connessione a piccione!

Per me che sono in fondo un sempliciotto, quasi provinciale, o forse anche senza quasi, la cosa che più di ogni altra colpisce è la differenza abissale tra la business e l’economica. Senza vie di mezzo, senza compromessi, si passa dal carro bestiame al lusso sfrontato, alle poltrone enormi con massaggio e calici di champagne. Ci vorrebbe davvero poco, credo, almeno tecnicamente, a rendere un po’ più spaziosa e vivibile l’economica sacrificando la business, ma naturalmente non è certo una questione ingegneristica. È questione di sottolineare nella maniera più accentuata possibile la differenza tra ricchi e poveri, tra chi può spendere migliaia di euro per un viaggio e chi no. E sono davvero migliaia di euro: al check-in del ritorno ho provato a fare il brillante chiedendo se, visto che all’andata mi avevano trattato di lusso, fosse possibile riservarmi il medesimo trattamento anche al ritorno. Mi hanno risposto che sì, posti in business ce n’erano ancora, e che il “bump” in business mi sarebbe costato “solo” 2500 dollari.

Ho apprezzato enormemente la possibilità offertami dal caso, e le comodità disponibili per un viaggio intercontinentale solitamente piuttosto pesante: ho mangiato bene, per una volta, ho lavorato comodamente, ho bevuto un caffè decente in una tazzina di ceramica, ho dormito sdraiato in orizzontale, e ho anche sgraffignato un paio di campioncini di crema esfoliante in bagno. Ma mi sono sentito comunque a disagio.

All’atterraggio ho scoperto che la business, con il suo lusso e la sua comodità, non è la classe più “up” di Swiss: esiste anche la First, dove ogni sedile è sostituito da un divano, ai cui piedi c’è uno schermo da 20 pollici, e chissà quante altre cose. E sì, sono abbastanza sicuro che lì la connessione ci sia. :)

Posted on November 14, 2011 at 3:56 pm by keiserxol · Permalink
In: generico

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