Non avrei dovuto…{0}

Forse no, non avrei dovuto. Mi sono appena liberato – almeno fino al prossimo aggiornamento – della scimmia di Tiny Tower (per cui ho scritto una lunga semi-guida strategica che trovate a questa pagina), che per colpa di un paio di aggiornamenti letti su Facebook mi sono imbattuto in un nuovo gioco freemium che si chiama Pixel People.

Sapevo che avrei dovuto non già evitare di aprire la pagina da cui scaricarlo, figuratevi installarlo.
Purtroppo ho ceduto alla tentazione. Complice il fatto che anche questo mese abbiamo consegnato praticamente tutto (CR, TGM), mi sono detto, auto-deridendomi per l’ingenuità, «massì, proviamolo cinque minuti e vediamo com’è». E siamo già a qualche ora di gioco. L’ho installato ieri.

La struttura è molto simile a Tiny Tower, anche se è diverso per ambientazione e per molte altre cose. Insomma, non è un clonazzo, ed è un bene (e per me, un male). Pipottini che abitano edifici, soldi che vengono generati, mestieri e professioni, tutto già visto, tutto già giocato, tutto ancora da rigiocare.

Si costruisce una città un pezzo alla volta, arricchendola con strade, decorazioni come parchi, fontane, boschetti, tutto per la felicità dei suoi abitanti e per gli sconti che questo comporta in fase di acquisto di nuove cose. Gli abitanti arrivano in un centro di produzione di “cloni”, dove occorre ricombinare il DNA degli abitanti già presenti (di fatto, solo la loro professione), il che continua a generare nuove professioni, e relativi edifici in cui mandare questa gente a lavorare.
Quando un edificio è stato costruito e c’è qualcuno che ci lavora, comincia a produrre denaro e, ogni tanto, capsule energetiche necessarie a tenere in piedi la baracca. Se in un edificio sono occupati tutti gli slot possibili degli addetti, il guadagno raddoppia.

Occorre costruire continuamente nuove case (e comprare terreno su cui edificarle) per ospitare i nuovi cloni; man mano che si sale di livello arrivano edifici più belli e capienti, e avanti di questo passo, all’infinito. Come ogni buon gioco freemium che si rispetti, tutto quanto costa sempre di più, il tempo necessario perché un edificio venga costruito o un clone creato aumenta, ed entra quindi in ballo la valuta del gioco, che può essere acquistata con soldi veri. Fino a questo momento non l’ho ancora fatto. Fino a questo momento, appunto…

La cosa che intriga è, come per Tiny Tower, la grafica vintage stile Amiga davvero bellina, con livelli di zoom sulla città francamente imbarazzanti per il display Retina del mio iPad, ma al tempo stesso altrettanto struggenti. Come per l’endgame di TT la parte più pallosa è diventata portare gli omini su e giù in ascensore, in PP la routine consiste nella raccolta di “cuoricini” che compaiono nelle case ogni tre per due. Eviterei volentieri di raccoglierli, ma permettono di ottenere “sorprese” che consistono in monete, valuta, cuccioli da far scorrazzare in giro per la città.

Sto sinceramente cercando di evitare di giocarci, ma è dura. Mentalmente mi dico che un simile “macina-tempo” verrà assai utile fra una decina di giorni, quando sarò in volo per San Francisco. Poi però mi domando se fra dieci giorni avrò ancora professioni da sbloccare e case da costruire, o non avrò già fagocitato tutto il fagocitabile…

No, dai. Ce la posso fare. Adesso vado a controllare a che punto è la costruzione della piscina.

 

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