Per tutti quelli che hanno poca memoria…{1}

Mi sono trattenuto fino a oggi dall’unirmi al numero infinito di gente che scrive sull’argomento, ma dopo aver letto le ultime lettere pubblicate su Italians in cui si chiede a gran voce di non intromettersi più negli affari privati del Presidente del Consiglio, e ascoltato dichiarazioni analoghe da parte di alcuni ministri che ne difendono il diritto a “fare quello che gli pare in privato”, mi vorrei permettere anche io un paio di osservazioni.

La prima è che il capo di un governo, gli piaccia o meno, è guardato da tutti in ogni istante. Se vuole la riservatezza, se vuole tutelare la sua famiglia, se preferisce una vita che non sia sotto gli occhi dei riflettori, semplicemente faccia un altro mestiere. Non mi pare tra l’altro che l’uomo aborri la luce delle telecamere o i flash delle macchine fotografiche.

La seconda è che non è stato nessuno di noi a pretendere di volersi fare i fatti privati di Berlusconi, né Repubblica né Novella 2000 o qualche amante del gossip. Forse in Italia godiamo di poca memoria, ma occorre ricordare il libro Una Storia Italiana, biografia di Silvio Berlusconi in campagna elettorale mandata – non voluta, per inciso – in casa di TUTTI gli italiani una quindicina di anni fa: le foto della prima comunione, il jogging con Piersilvio, i bambini piccoli, l’amatissima moglie, e via sviolinando. Non è stato nessuno, se non lui stesso, il primo a mettere in piazza (e che piazza!) la propria vita, i propri affetti, i propri cari, le persone che gli stanno accanto. Troppo comodo adesso chiedere di lasciare stare i suoi figli, sulla cui testa ha giurato in passato non so più quante volte.
È stata prima di tutto una scelta sua, quella di fondere completamente tra loro la vita privata con quella politica. È diventata, per sua scelta, la famiglia di tutti.
Ne avremmo fatto volentieri a meno, lo ammetto.

Edit: post pubblicato anche su Italians

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