referendum sulle staminali{1}

riporto qui di seguito la lettera che ho spedito pochi minuti fa al comitato di zona, al caposcout e alla capoguida, ai responsabili regionali lombardi e alla mia comunità capi (e anche qualcun altro, già che c’ero).
nei giorni seguenti, se ce ne saranno, pubblicherò le risposte.

«Ciao a tutti,
sono Claudio, capogruppo di Zingonia (regione Lombardia, zona Bergamo), scrivo in merito al documento pubblicato nei giorni scorsi dal Consiglio Nazionale e reperibile sul sito internet dell’AGESCI, all’indirizzo www.agesci.org/articoli/index.php?art=20050254 riguardante il tema della fecondazione assistita ed annesso referendum.

Sono ben consapevole che la materia è delicata, eccezionalmente delicata, come viene fatto notare nel documento stesso, ma trovo assolutamente inaccettabile (di più: incredibile!) che l’Associazione decida ufficialmente di schierarsi per uno dei cosiddetti “fronti”, in questo caso quello del “no”. E non considero inaccettabile la posizione in sé, sia chiaro: il problema sarebbe identico se la posizione assunta fosse per il “sì”.
Reputo inaccettabile che l’Associazione – per la prima volta nella sua storia, così si legge nel documento – decida di prendere una posizione netta in una consultazione referendaria, e arrivi a suggerire ai suoi iscritti su quale casella mettere la X quando si andrà a votare.

Per inciso, avevo già pronto lo zaino quando ho visto l’AGESCI comparire nell’elenco di associazioni cattoliche aderenti al Comitato Scienza e Vita (www.comitatoscienzaevita.it), che in un appello chiede di NON andare a votare; spiace constatare che del comitato fanno parte nomi storici dell’AGESCI come Forleo, Patriarca e De Luca, che *forse* hanno dimenticato il significato dell’espressione “scelta politica”, o perlomeno sembrano averne smarrito il senso. Per fortuna l’AGESCI si è prontamente dissociata da questa insana iniziativa politica.

Due osservazioni: la prima riguarda la libertà di scelta di ciascuno di noi. Ho sempre creduto che l’educazione, anche e soprattutto quella scout, sia intrinsecamente educazione alla libertà e alla scelta, e che il mio compito di educatore sia mettere le persone che mi stanno davanti nella condizione di poter scegliere secondo coscienza e in assoluta libertà. Continuo a credere che sia così, e per questo ritengo la presa di posizione del CN un gravissimo errore dal punto di vista educativo, prima ancora che politico.
Ho un’avversione viscerale per qualunque “orientamento” al voto espresso da qualsiasi forza politica (non partitica, ovviamente, visto che quella deve raccogliere voti per sé), in qualsiasi occasione; ho sempre amato la grande autonomia dell’Associazione, che si è saputa tenere fuori – fino ad oggi – da quello che reputo un gioco subdolo. Anche perchè così facendo, nessun partito o schieramento è mai riuscito a tirare le maniche della nostra camicia da una parte o dall’altra; e lo sappiamo tutti, quanto i “politici” vorrebbero avere dalla loro parte una forza come la nostra, che non è solamente numerica, ma di opinione.

La seconda osservazione: mi sarebbe piaciuto che la frase «ci impegniamo a promuovere la preparazione dei capi scout sulle tematiche legate alla procreazione medicalmente assistita nei suoi aspetti scientifici, etici, giuridici e sociali» fosse stata pronunciata (e chiaramente seguita da fatti) PRIMA della presa di posizione per il “no”, perchè ogni possibile articolo, nota informativa, opuscolo e libro segnalato dall’AGESCI dopo la pubblicazione del documento del CN rischia di essere interpretato solo alla luce della posizione presa. Sarò senz’altro in malafede, ma quanti la penseranno allo stesso modo? Quale garanzia di neutralità possiamo aspettarci dai documenti che il CN promette di mandare, se non siamo lasciati liberi di formarci un’opinione, ma ci viene detto da che parte stare prima ancora di sentire le ragioni di entrambe le parti?

Spero che questo mio – ahimè lungo, e me ne scuso – intervento venga letto per quello che vuole essere: il grido allarmato di chi in questa Associazione ha sempre creduto e vuole continuare a credere, di chi cerca continuamente di crescere secondo i valori che la animano, e che all’improvviso si ritrova smarrito, disorientato, vede crollare alcuni dei pilastri che riteneva incrollabili, e si mostra disperatamente bisognoso di capire cosa sta succedendo.

Buona Strada,
Claudio»