Sai le risate…{0}

Mi fanno ridere quelli che sostengono che i parlamentari dovrebbero campare con 2000 euro al mese. Non perché siano tanti o pochi, ma perché credo che sia giusto che un parlamentare si prenda uno stipendio commisurato all’importanza della sua carica, da cui dipende una nazione.

Se di sprechi vogliamo parlare, semmai ci sarebbe da chiedersi cosa ci facciano (e quanto sono pagati) le decine di persone senza volto che vedi in Parlamento, accanto ai vari presidenti/onorevoli ecc. che passano i bigliettini durante le votazioni (ma quanti sono?), stanno appoggiati al muro ad ascoltare, e in generale non mi sembrano così fondamentali. Ecco, probabilmente lì c’è un sacco di gente che davvero non fa niente, e che potrebbe tranquillamente essere spedita altrove a lavorare per davvero.

Ci sono tanti aspetti da considerare, secondo me, nella discussione, che non possono essere liquidati con un “vi diamo 2000 euro e arrangiatevi”. La prima è che anche a tagliare, non è che stiamo parlando di cifre in grado di cambiare il bilancio di uno stato. Son sempre soldi, è vero, il gesto simbolico e tutto quanto. Ridursi un po’ lo stipendio può anche starci, per carità, ma trovo puerile che da mesi questa sembri l’unica cosa importante per salvare il paese. Sai le risate, appunto. Non credo che qualche milione di euro in più o in meno possa fare la differenza. Non quando ogni volta che si parla di misure per la nazione le cifre sono dell’ordine dei miliardi di euro.

Ancora, il fatto che i parlamentari siano pagati tanto, diciamo più della media degli stipendi nazionali, rappresenta (dovrebbe rappresentare?) una garanzia a favore della democrazia, non un male, perché – sempre in teoria – questo li rende meno soggetti a corruttele. Considerata l’importanza delle decisioni che sono chiamati a prendere, i soldi che movimentano queste decisioni, meglio che siano tutelati economicamente dallo stato che non dagli interessi delle parti coinvolte nelle decisioni. Se un parlamentare, per assurdo, prendesse 1000 euro al mese, il primo pirla che passa e gliene offre 50mila perché voti a suo favore per questa o quella legge ha buone possibilità di spuntarla. Se prende 10mila euro, magari gli riesce più facile rifiutare. Magari, dico. Perché poi ti arriva il colpo da novanta da 3 milioni per un De Gregorio qualsiasi, e tutto il ragionamento salta. Ma, in linea teorica, potrebbe anche avere un senso.

Ci sono anche le spese, immagino non poche, per trasferirsi a Roma e vivere quattro/cinque giorni la settimana, e che in qualche modo vanno pagate. A meno che lo stato costruisca un “villaggio” degli onorevoli dove costringerli a vivere, come gli atleti alle Olimpiadi, ma vabbé :)

Si può discutere dell’allegria con cui vengono rendicontate le spese, e su questo sono perfettamente d’accordo per la massima trasparenza (basta pagare matrimoni, caffè, cartucce per il fax o merendine, per intenderci), ma nel momento in cui uno spende con buon senso, e ne rende atto ai cittadini, non ci vedo proprio niente di male.

Mi fanno ridere quelli che pretendono che Grillo renda pubblico il suo, di stipendio. È un privato cittadino, mi risulta, e quanto guadagna – purché legittimamente – sono solo affari suoi. Se milioni di persone comprano i suoi dvd e vanno ai suoi spettacoli e lui si intasca due miliardi di euro l’anno, non vedo dove stia il problema.

Mi fa ridere Grillo, e mi fanno ridere i neo-eletti del M5S, che hanno promesso di vivere come eremiti una volta in Parlamento, e adesso stanno cambiando idea. Mi fanno ridere perché hanno “fatto i fighi”, a fini propagandistici, e adesso sono andati a sbattere contro la realtà delle cose, e magari stanno facendo questi stessi ragionamenti. Che però, a posteriori, suonano un po’ come “vabbè, mo’ che abbiamo i soldi ce li teniamo“. E trasformano le loro in banali promesse elettorali uguali a quelle di tutti gli altri. Ingenuità, forse. Chissà, forse, la prossima volta, riflettere un po’ di più, prima di promettere una cosa di cui non si ha la più pallida idea potrebbe essere cosa saggia.

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