Road to vegan

Ho deciso di provare la dieta vegana. Se solo due anni fa mi avessero detto che avrei pronunciato questa frase rimanendo serio, non ci avrei mai creduto. E vabbè. Non parto con questa malsana idea convinto che sarà per tutta la vita, ma non mi sento neanche di escluderlo al 100%. Semplicemente, mi incuriosisce molto, per un sacco di motivi che proverò a spiegare qui dentro, un po’ alla volta, al punto che ho deciso di provarci seriamente. Laddove seriamente” vuol dire almeno un mese, al termine del quale possono succedere diverse cose: può succedere che scopro che è stata un’esperienza fallimentare e si torna a mangiare carnazza, può succedere che vengo folgorato sulla via di Damasco e decido di radicalizzarmi, può succedere che mi piace e continuo ancora per un po’. Non mi voglio chiudere nessuna strada, insomma, ma mi sono convinto a compiere i primi passi.

Ci ragionavo su da un po’ di tempo, più che altro per tutte le questioni di sostenibilità ambientale, scelte responsabili negli acquisti alimentari e quant’altro (che in ogni caso potrebbero benissimo convivere con la dieta mediterranea, ci mancherebbe altro). Ragionamenti che a casa – e non solo – vanno avanti da un po’. Quando mercoledì scorso mi sono trovato a bere un caffè con Matteo Flora, uno degli speaker di Campus Party, che mi spiegava le ragioni della sua scelta di diventare vegano, il suo discorso non mi ha trovato indifferente, al contrario. L’ho ascoltato con estrema attenzione, e sebbene le sue ragioni non siano necessariamente anche le mie, mi ha convinto che sì, può valer la pena provare.

vegan
Foto a caso di gente che mangia vegano. Poi magari nei prossimi giorni ci metto foto mie ^___^

E così apre i battenti questa mini-sezione del sito, in cui mi piacerebbe (tempo e voglia permettendo) buttar giù pensieri, riflessioni, racconti di come procede questo primo mese di veganesimo, compresi i giorni (due) che mancano all’inizio di questa avventura. Al momento, la più coinvolta insieme a me è Sara, la figlia grande (17 anni compiuti), che ha aderito con entusiasmo alla cosa. Mia moglie è un po’ meno “in” ma ci supporta, la piccola Irene (10 anni) più o meno si adeguerà, posto che a lei non porrò vincoli di alcun genere, e quando avrà voglia di un po’ di prosciutto o di una bistecca, non glieli farò mai mancare, così come il latte o i formaggi. In fin dei conti, nella pratica (e nell’idea che ci siamo fatti, che verrà prontamente smentita dalla realtà), mangiamo tutti assieme solo la sera e nei fine settimana, perché colazioni e pranzi sono abbastanza scaglionati e divisi, tra mense scolastiche e aziendali. Ergo, di nuovo, l’impatto su Irene dovrebbe essere abbastanza limitato. Ci tengo a ribadirlo, soprattutto a me stesso, ché l’ultima cosa che voglio è imporle una scelta del genere, men che meno alla sua età.

E quindi ci stiamo psicologicamente – e fisicamente – preparando (almeno io e Sara) all’inizio dell’avventura vegana, previsto per domenica mattina. Ieri sera cena con pizza e kebab di carne, giusto perché sappiamo che ci mancheranno un sacco e li volevamo salutare nel modo migliore ^____^

Facezie a parte, io e Sara abbiamo convenuto che procedere alla cieca non è la cosa probabilmente più intelligente, e quindi in questo fine settimana cominceremo a buttar giù un primo menu, almeno per quanto riguarda i pasti comunitari, e ad appuntarci un po’ di ricette sfiziose di cui c’è sempre grande abbondanza in rete. Domani pomeriggio andiamo a fare la spesa, e cercheremo di non farci intortare troppo da schifezze immonde con la scritta “VEGAN” sulla confezione, anche se non sono sicuro che ci riusciremo del tutto.

Domanda: che ne facciamo della roba non vegana che abbiamo in frigo/freezer e che rischia di fare una brutta fine? Cercheremo di consumare il più possibile tra oggi e domani, il resto potremmo pensare di regalarlo a parenti e amici… Vedremo. Tornerò anche su questo punto, spero ^_____^

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